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La Via Salaria e la Via
Aurelia
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ViaSalaria
Team |
Data di
pubblicazione: 07/2003 |
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La Via
Salaria
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| Antichità
della Via Salaria |
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L'
antichità della Via Salaria è stata riconosciuta da
tutti gli scrittori antichi e moderni, ma non si può
precisare l'epoca della sua costruzione. Alcuni la
ritennero la più antica delle vie romane e
l'attribuirono ad un'epoca preistorica.
I resti delle antiche costruzioni ci
presentano tipi murarii delle più svariate epoche ,
da esse si può dedurre che almeno la parte superiora
di questa grande arteria fu costruita in epoca
preromana.
In parecchi luoghi si riscontrano
resti di muraglioni di sostegno della via medesima,
appartenenti alla costruzione antichissima di stile
poligonale pelagico od italico, a massi enormi
irregolari, conosciuti sotto il nome d'opus antiquum
incertum, dei quali se scarseggia la regione dei
Sabini, abbonda quelli dei Equi. In altri luoghi si
rinvengono avanzi di struttura meno antica, di età
repubblicana, di stile pseudoisodomum; ed altrove se
ne trovano della più bella e pura arte architettonica
augustea, od opus quadratum isodomum.
In base alle testimonianze
tipografiche è da ritenersi che - se non tutta - gran
parte della arteria transappenninica della Salaria -
verso il mare Adriatico - fu costruita in epoca
preromana, e che, quando sorse Roma, i romani ebbero
interesse di prolungarla sino alla Porta Collina della
loro città.
Questa strada fu dai Romani
considerata come una delle otto più importanti loro
vie maestre. Al tempo imperiale ebbe i suoi curatori
che la restaurarono, la selciarono e la munirono di
crepidini, di ponti, di colonne milliarie e di
stazioni per comodo dei viaggiatori. |
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| Origine
del Nome |
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Le
vie romane prendevano vari nomi a seconda di quello
dei consoli, dei pretori, degli imperatori, della città,
o quello della loro destinazione, o a che cosa
servivano; cosi via Salaria - perché adibita per
portare a Roma il sale dalle saline dell'Adriatico.
"E' da ritenersi come certo che
i Sabini aborigeni facessero venire il sale dalle foci
dell'Aterno e del Tronto sull'Adriatico, finché
ebbero per capitale Amiternum. Discesi a Curi sulla
valle del Tevere e poi divenuti Romani, convenne loro
prendere il sale dal Tirreno, ed allora la Salaria
prese l'estensione che si rileva dagli itinerari
conosciuti." |
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| Percorso
dell'Antica Via Salaria |
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La
Via Salaria usciva dalla porta Collina delle mura
serviane e si dirigeva al Nord, scendeva nella valle
del Tevere, che risaliva fino ad Eretum, entrava in
direzione Nord-Est, nel cuore della Sabina, traversava
Reate, volgeva a Levante e, risalendo il Velino, dopo
attraversato il territorio della Cotilia, giunta ad
Interocrium, si bipartiva.
Un ramo, riprendendo la direzione al
Nord seguiva il corso di quel fiume percorrendo il
difficile tramite della gola dirupata tra il
Terminillo ed il monte Giano, sorpassava l'Appennino
centrale e scendeva nella valle del Tronto, che non
abbandonava più arrestandosi alle foci di quel corso
d'acqua nell'Adriatico.
L'altro ramo da Interocrium volgeva
a levante, scavalcava l'Appennino per altre gole con
ripida discesa sui piani di Amiternum e proseguiva per
il paese Pretutii.
Questi due rami principali si
diramarano, in epoche sempre lontane, altri
diverticoli secondari . Tra gli itinerari conosciuti
sono : Itinerario detto di Antonio, Itinerario della
Tab. Peutingeriana, Itinerario detto Ravennate,
Itinerario dell'Olstenio) |
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| La
Via Aurelia |
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Porta
San Pancrazio |
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| Percorso
di Via Aurelia |
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L'attuale
sistema viario della fascia costiera settentrionale
del Lazio è imperniato sulla statale Aurelia (SS. 1)
e sull' Autostrada Roma - Civitavecchia (A 12), di
recente costruzione. La moderna via Aurelia ,
nonostante i continui lavori di modifica della sede
stradale, ricalca gran parte del tracciato dell'antica
via consolare, che da Roma raggiungeva, superati i
confini regionali, prima la Toscana e poi la Liguria.
La strada ha subito un radicale processo di
trasformazione, sollecitato in particolare dalle
mutate esigenze di sviluppo delle diverse realtà
sociali.
L'antica via Aurelia era la più
importante arteria di collegamento tra Roma e la parte
settentrionale della penisola. "I problemi
fondamentali, attorno ai quali è a tutt'oggi
incentrata la discussione scientifica sono
sostanzialmente due: il nome del costruttore e la
doppia denominazione della strada, via Aurelia vetus e
via Aurelia nova."
I
dibattiti sulla definizione cronologica dei due
tracciati sono strettamente collegate tra loro. E'
stata anche accettata l'esistenza di un più antico
percorso costiero, tale da collegare le coloniae
maritimae di Fregenae (246 a. C.), Alsium (247 a. C.),
Pyrgi (264 a. C.), Castrum Novum (264 a. C.) e di un
altro percorso stradale, più interno e più
rettilineo, che si distacca da Mala rotta fino a Pyrgi
(Santa Severa) e ancora da Centumcellae (Civitavecchia)
fino a Forum Aurelii (Montalto di Castro).
"Direttrice
dell' espansione mediterranea verso occidente, il
percorso trova un altro punto di raccordo oltre la
Liguria con la costruzione della via Domitia nei
decenni finali del II secolo a. C. che, attraversando
il sud della Gallia, giunge fino al Perinei dove si
raccorda con la via Augusta, importante asso viario
che attraversa tutta la penisola iberica fino a Cadice
, itinerario fondamentale per la penetrazione e
romanizzazione della Spagna, dal quale si irradiano
numerose altre strade." |
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| Origine
del nome |
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In
merito all'identificazione dell' Aurelius che dette il
nome alla strada, sono state avanzate varie ipotesi,
scaturite dalle notizie delle fonti letterarie ed
epigrafiche, relative ad importanti personaggi della
storia politica di Roma, che rivestivano specifiche
cariche, tali da suggerire una diretta connessione con
l'apertura delll'arteria stradale: C. Aurelius Cotta,
censore nel 241 a. C. oppure gli omonimi consoli del
200 a. C., del 144 a. C., e del 119 a. C. La questione
è abbastanza complicata a causa dell'esistenza delle
due vie. Senza
dubbio, la presenza di colonie marittime romane,
dedotte lungo la fascia costiera tirrenica nel corso
del III sec. a. C., depone a favore
dell'identificazione del costruttore della strada con
il censore del 241 a. C. |
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Quanto al percorso più recente, la via Aurelia Nova,
tutti gli elementi finora acquisiti concorrono ad
attribuire il tracciato a C. Aurelius Cotta, console
del 119 a. C. |
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Castello
di Santa Severa |
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