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Il
contesto della città antica presenta
problematiche variegate e complesse in relazione
alla popolazione, al patrimonio storico-architettonico,
al contesto culturale, quasi sempre caratterizzato
da una precarietà oscillante tra
le possibilità implicite che ne costituiscono
l’assetto e la volontà quasi morbosa,
che vorrebbe fare di ogni elemento un evento
estetico.
Ma
la realtà di un centro storico potrebbe,
e anzi forse dovrebbe, essere vista con
maggiore obiettività, in particolare
focalizzando l’attenzione su gli aspetti
legati al tessuto sociale.
Nel contesto barese questo è infatti
un aspetto, che pur essendo evidente in
maniera drammatica, non viene esaminato
alla luce di quella che è la realtà
oggettiva. Tralasciando banalizzazioni che
condurrebbero inevitabilmente a riportare
in questo scritto parole, fatti e accadimenti
fin troppo presenti sullo scenario del teatro
urbano barese, appare opportuno porre in
evidenza l’estremo carattere popolare della
città antica, già noto dai
molteplici resoconti del passato.
A questo va ad aggiungersi l’organizzazione
del tessuto residenziale urbano che si è
sviluppato in relazione alla necessità
di creare una fortificazione dall’interno.
Il carattere di difesa offerto dall’ambito
esaminato, in un certo senso, condiziona
l’aspetto sociale, ma è soprattutto
la tradizione del passato a conferire alla
città vecchia quel carattere, indiscutibilmente
noto a tutti, che non tarda ad emergere
come fortemente degenerato.
Il carattere marcatamente popolare che si
rileva nel contesto sociale ha origine nel
passato, ma tende a rappresentare tristemente
una casta che alimenta un mondo a sé
stante, in cui si rileva un orgoglio, fortemente
radicato, per le proprie tradizioni, che
risulta però ammantato da un vanaglorioso
convincimento che purtroppo nessuna fiammella
della cultura riesce a mandare in cenere.
Troppo spesso le vie della città
antica sono state nuovamente occasione di
rifugio per le azioni più efferate,
ed il carattere omertoso della popolazione,
ivi residente, non ha fatto altro che confermare
l’aspetto storicamente conosciuto di città
dai connotati negativi, sonnacchiosa e dolente.
Il
contesto fisico di un centro storico, come
quello di Bari, non può essere modificato
per ovvie ragioni, anche se i recenti interventi
ammantati da numerose polemiche e critiche,
hanno evidenziato la possibilità
di creare delle trasformazioni di cui si
devono ancora avvertire gli effetti; questo
perché il successo di una modificazione
nel centro antico di Bari, alla luce delle
considerazioni fatte nel contesto sociale,
deve essere visto nell’ottica del fenomeno
sociologico di massa creato, che è
e si spera continui ad essere soddisfacente;
l’intento sarebbe quello di mirare ad una
graduale riappropriazione di questo ambito
da parte della città più esterna.
E’ innegabile come, per compiere questa
operazione, sia necessario creare condizioni
che favoriscano l’ingresso nel centro antico
anche di fasce della popolazione, che sebbene
semplici, si discostino fortemente da quella
mentalità che oggi è il principale
fattore condizionante.
Le
speculazioni di carattere storico, sociologico,
tecnico-architettonico poco interessano
la società barese, molto più
attenta a questioni eminentemente pratiche,
che non a quelle teoriche, che poi dovrebbero,
se corrette diventarlo, la generale aridità
di pensiero, quel sonno della ragione che
genera le più avvilenti realtà
baresi, ha origine nel tessuto sociale,
in quel clima di generale disagio che si
evince da quelle fasce della popolazione,
che si annidano negli uffici pubblici, nei
mercati dove è più facile
ascoltare i pareri, le opinioni, le lamentele.
Le condizioni di disagio nella città
vecchia sono quelle che la stessa popolazione
crea, consapevolmente o no, e sono anche
originate dalla carenza di servizi, ma contrariamente
a quanto si può osservare, per esempio,
in altri centri storici, come Venezia, non
si assiste ad un progressivo depauperamento
degli spazi abitativi, che in alcuni casi
non manca di preoccupare, ma sembra di percepire
una decisa volontà a rimanere dove
si è. Se da un lato questo è
un aspetto positivo, dall’altro non favorisce
il ricambio umano.
Le recenti trasformazioni, la generale volontà
di riconsiderare questa parte di Bari, fino
ad ora a sé stante, ha tuttavia contribuito
a creare una parziale inversione di tendenza
che ha portato nella città vecchia,
professionisti, intellettuali, artisti,
ma anche gente comune che ha mostrato di
gradire la realtà estremamente ricca
di spunti storici di un centro antico.
Il
forte degrado del patrimonio edilizio-architettonico,
la noncuranza o la troppa cura di alcuni,
hanno favorito la crescita di realtà
inquietanti, partendo dalle realizzazioni
passate fino alle case bunker, che si possono
incrociare, tristemente arroccate, nelle
vie anguste.
I restauri più o meno corretti, sebbene
discutibili, hanno creato occasioni di incontro
e questo è uno degli obiettivi da
perseguire, ma l’aspetto culturale, male
recepito dalla popolazione locale, non è
il solo che possa favorire un corretto recupero,
la necessità di creare occasioni
di lavoro è sicuramente la più
auspicabile, perché permette di sfruttare
l’idea, per altro non sempre accattivante,
di città del commercio.
Si potrebbe perseguire come obiettivo quello
dell’apertura di esercizi commerciali, che
andrebbero ad animare le strade portando
la popolazione esterna a contatto con quella
interna.
Pur essendo un obiettivo fortemente condizionato
dalla società esistente, riduttivo
conformato, se rivestito da carattere di
funzionalità va applicato alla luce
di rivalutazioni future, secondo l’idea
di parlare alle masse con il loro linguaggio
per poterle poi erudire, il passaggio che
conduce verso una mentalità, aperta,
complessa, cosmopolita è ancora lontano,
anche se rilevabile in altre città
che potrebbero valere come esempio.
Il patrimonio edilizio-abitativo deve pertanto
essere non più preda dei privati,
ma se versa in stato di abbandono essere
usato per la città stessa divenendone
parte, ma gli interventi devono essere fatti
alla luce delle considerazioni sulla popolazione
cercando di prevederne il comportamento
sulla base degli studi sociologici già
noti.
Molto spesso gli interventi, da effettuare,
sono limitati proprio a causa della popolazione
stessa, ma è anche vero che questa
mentalità deve essere fortemente
contrastata alla luce dei miglioramenti
futuri.
Gli obiettivi da perseguire sono dunque
quelli relativi alla creazione di un mosaico
di popolazione residente, di occasioni di
lavoro concrete e di occasioni di carattere
culturale, che assicurino la generale rivalutazione
del centro antico.
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