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Architettura
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uncharted territories
Paolo Riani
per territori sconosciuti
a cura di
Rita Scrimieri
anno 2005
pagine 172
prezzo € 98,00
ICFA |
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| È
uscito il libro uncharted territories
Paolo Riani per territori sconosciuti,
un volume monografico dedicato ad uno dei
protagonisti del nostro tempo, Paolo Riani.
La pubblicazione ripercorre le tappe più
rilevanti della sua carriera di architetto
e approfondisce aspetti personali, come la
passione per la fotografia.
Il libro lascia emergere il profilo singolare
di un esploratore di territori sconosciuti,
attraverso numerosi progetti e disegni, appunti
e testimonianze di viaggio (tra cui i suoi
lunghi soggiorni in Giappone e negli Stati
Uniti e i viaggi in diversi paesi nel mondo)
e un ricco repertorio di fotografie che rappresentano
veri e propri dialoghi visivi con ambienti,
persone, paesaggi, come incantate note di
viaggio e disincantati incontri importanti.
Fin da studente, il fare architettura è
per Riani un approdo naturale, una modalità
precocemente avvertita come la più
congeniale per esprimere, in forma materialmente
esposta e pubblica, sogni, passioni, idee.
“Fosse vissuto nel Medioevo – scrive Antonio
Paolucci nel volume – Paolo Riani sarebbe
stato un maestro comacino. Sarebbe appartenuto
cioè a quella corporazione di architetti
girovaghi muniti di saperi e di strumenti
speciali (per questo si chiamavano magistri
cum machinis o maestri comacini in volgare)
che giravano l’Europa dalla Catalogna all’Umbria,
dalla Lombardia alla Renania, per costruire
chiese e palazzi, per dare misura e ordine
a città che misura e ordine avevano
dimenticato”.
Immagini e parole della vita e della professione
di Riani si susseguono nelle pagine del libro,
proponendo: progetti, ossia il laboratorio
dell’architetto con schizzi, disegni, plastici
quali segni materiali di un pensare e un agire
sul piano etico prima che estetico; visioni
di geografie umane, spazi urbani, frammenti
di vita, suggeriti da note e immagini; incontri
con maestri e protagonisti della vicenda architettonica
del secondo Novecento, umanamente colti nel
loro agire professionale e, talora, privato.
Il libro è presentato in occasione
della mostra dallo stesso titolo, organizzata
dalla ICFA - Fondazione per la Cultura Italiana-Onlus
e promossa dall’Accademia delle Arti del Disegno
di Firenze. La mostra avrà carattere
itinerante, in Italia e all'estero. Sono confermate
le date del 14 settembre a New York, (Center
for Architecture-AIA) e del 5 novembre 2005
a Massa (Palazzo Ducale). È patrocinata
da: Città di Firenze, Università
degli Studi di Pisa, American Institute of
Architects (AIA) New York Chapter, Consolato
Americano di Firenze, Istituto di Cultura
Giapponese (Japan Foundation), Comune di Peccioli
(Pisa), Provincia di Massa Carrara.
Edito dall’ICFA - Fondazione per la Cultura
Italiana-Onlus, il libro raccoglie scritti
e fotografie di Paolo Riani, testimonianze
di Francesco Gurrieri, Melissa Harris, Ron
Herron, Fosco Maraini, Antonio Paolucci, Mildred
Schmertz. Il volume è curato da Rita
Scrimieri e il progetto grafico è di
Andrea Lancellotti, pagg. 172,
€ 98. www.icfany.org
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PAOLO RIANI
Nato a Barga, (LU) da madre americana e padre
italiano, si laurea in architettura all'Università
di Firenze con una tesi in urbanistica nel
1965. Iscritto all'Ordine degli Architetti
della Toscana nel 1965, si specializza in
urbanistica con una borsa di studio della
Fondazione Olivetti, e in strutture in acciaio
con una borsa di studio del Collegio dei Tecnici
dell’Acciaio .
Lavora
come urbanista con il Prof. Edoardo Detti,
occupandosi della redazione dei piani regolatori
di San Miniato al Tedesco, di Narni, del piano
di recupero di Borgo del Ponte (MS), del piano
regolatore di Firenze, e del Centro Direzionale
di Fontivegge a Perugia. Nel 1965 vince il
primo premio al concorso per una scuola materna
a Massa dedicata alla Resistenza.
Nel
1965 lascia l'Italia per il Giappone, dove
vive per un periodo di 6 anni, lavorando come
architetto e urbanista. Assistente di Kenzo
Tange, insegna master planning all'Università
di Tokyo. E' in questa città che inizia
la sua attività professionale: i suoi
lavori più importanti sono il piano
regolatore per la città di Kyoto, il
progetto di "Caesar's Palace", il
centro commerciale di Via Principe in Aoyama
e la sede della Mitsubishi Estate Co. a Tokyo.
Vince i premi Shinseisaku per l'architettura
negli anni 1966, 1967, e 1968.
Dal
1965 al 1971 viaggia attraverso i paesi dell'Asia
documentando le varie culture e collaborando
come scrittore e fotografo a diverse riviste
internazionali. Membro della International
House of Japan, dell'Accademia Shinseisaku,
e del Nihon Kenchiku Shikai. è autore
di vari libri: "Le Corbusier", (Ed.
Sadea/Sansoni, 1966), "Architettura Giapponese
Contemporanea", (Ed. Centro Di, Firenze,
1968), "Kenzo Tange", (Ed. Sadea/Sansoni,
1969).
Nel
1971 ritorna in Italia e diviene Libero Docente
in Architettura. Specializzatosi nel restauro
di centri storici (oltre a quelli già
citati di S. Miniato al Tedesco, Borgo del
Ponte e Narni) restaura, tra l'altro, la Pieve
di Loppia (Barga, sec. IX) e il complesso
di villa Campani a Prato (1600 c.a). E' in
via di pubblicazione il saggio "La Pieve
di Loppia, nella storia della sua Terra e
delle sue Genti" come contributo al 5th
International Congress on Architectural Restoration.
Riceve una borsa di studio (Fullbright Grant)
per ulteriori ricerche negli Stati Uniti.
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| MEC
-sede della Mitsubishi, Tokyo 1971. |
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Nel
1971 si trasferisce a New York, dove consegue
un MSA in Architecture and City Planning e
diventa professore associato alla Columbia
University. Scrive insieme a James Marston
Fitch il trattato "The risk of being
restored". Nel 1974 vince la National
IBD Competition e nel 1975 un Vinciguerra
Award. E’ Guest Lecturer al Pratt Institute,
N.Y.; all’University of Utah, Salt Lake City;
alla Kentuky University, Lexington, Ken. Successivamente
svolge attività professionale in proprio
e come consulente realizzando tra l'altro
il campus del Kingsborough Community College
a Long Island, NY, il World Trade Center a
Mosca. l'Hampden Country Club nel Massachusetts
e alcune residenze a Los Angesles e negli
Hamptons.
Nel
1974 parte per il Libano per progettare e
realizzare, su incarico della Citicorp Estate
Corp., il piano urbanistico per la zona di
Ramlet El Baida e per costruire il Citicorp
Center a Beirut. L'anno dopo è costretto
ad abbandonare la costruzione a causa della
guerra civile.
Nel
1976 apre uno studio di progettazione e consulenza
internazionale a Firenze. Continua a lavorare
nei paesi arabi. I suoi lavori più
importanti includono i piani di urbanizazzione
e i progetti esecutivi, poi realizzati, delle
città di Tiji, di Nalut (1978), e di
Wadi El Mujinin in Libia (1983), e il Wadi
Sagra Commercial Center in Amman, Jordania,
gli interni della King Faisal Conference Hall,
il Centro Sportivo di Riyadh e un compound
per citicorp a Riyadh.
Durante
gli anni '80 continua a progettare in Italia,
USA e Giappone, partecipa a concorsi e vince
tra l'altro il premio Alcan per il migliore
edificio in alluminio realizzato in Italia
nel 1988-89. Tiene corsi liberi in urbanistica
all'Università di Firenze e realizza
numerosi edifici industriali, commerciali,
e istituzionali fra cui il Centro Italmaco
a Viareggio, la sede della Gifas Electric
a Massarosa, la sede INAIL a Viareggio, la
sede della “Compagnia delle Pelli” ad Empoli,
nonché residenziale a Los Angeles e
negli Hamptons negli Stati Uniti ed a Fujisawa
e Kamakura in Giappone.
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| Private
house - Los Angeles, 1988. |
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Nel
1985 sposa Elizabeth Reteneller, cittadina
americana di Atlanta, Georgia, laureata in
architettura di interni. Hanno due figli,
Pietro (Firenze, 1990) e Fosco (Pietrasanta,
1993).
Insieme a Cesare Casati fonda la rivista di
architettura "L'Arca" nel 1986,
di cui tuttora fa parte del comitato scientifico.
E' stato direttore di "VIA", una
rivista specializzata nei problemi dell'ambiente.
Collabora alle riviste National Geographic,
Casabella, l’Architettura, Architectural Record,
Kenchiku Bunka, Shoten Kenchicu, Casa Vogue.
E'
autore del libro "John Portman"
pubblicato nel 1990 da L'ARCA Edizioni e MIT
Press e del libro "Case Lontane",
racconti di viaggio, pubblicato nel 1991 dalla
Electa/Mondadori. Nel 1993 pubblica "
I Fratelli Pieroni da Barga a Boston",
una breve storia della sua famiglia: il nonno
Amedeo Pieroni, emigrato negli Stati Uniti
nel 1890, dopo una brillante carriera nel
settore alberghiero, nel 1925 fu eletto presidente
della Boston Chamber of Commerce.
Dal 1994 è associato con Ashihara International,
una società che si occupa di architettura
in tutto il mondo con studi a Tokyo, New York,
Sydney e Madrid.
Nell’
aprile del 1994 aderisce con entusiasmo a
quello che pareva essere un radicale cambiamento
nella politica italiana. Viene eletto Senatore
della Repubblica.Per motivi di etica sceglie
di lasciare la professione di architetto e
si dedica interamente alla sfida del lavoro
politico con cui è chiamato a confrontarsi.
Ricopre le cariche di: membro della Commissione
territorio-ambiente-beni ambientali; membro
della Commissione parlamentare d'inchiesta
sul problema dei rifiuti e sulle attività
poste in essere in materia dalle Pubbliche
Amministrazioni, centrali e periferiche; membro
e capogruppo della Commissione Affari Esteri;
membro e capogruppo, della Giunta per gli
Affari della Comunità Europea; membro
della Commissione Difesa.
Membro della delegazione italiana dell'Assemblea
dell'Atlantico del Nord (parlamentari della
NATO), all'interno della quale viene eletto
vice-presidente della Commissione sul Futuro
delle Forze Armate e rapporteur della Commissione
Tecnica e Scientifica.
Nel febbraio del 1996 presiede la delegazione
parlamentare italiana all'ONU a New York in
preparazione per la Conferenza Mondiale sugli
insediamenti umani (HABITAT) tenutasi a Istanbul
nel maggio-giugno 1996. Su incarico particolare
del presidente del Senato redige il rapporto
nazionale per l'Italia dal titolo "Legislatura
Italiana sull'Urbanistica". In quell'occasione
discute un rapporto speciale dal titolo "Architecture
of the Land". Dal 1996 è membro
dell' associazione internazionale "Global
Parlamentarians on Habitat", e di associazioni
nazionali come l'ISTRID, COPIT, e AISTUGIA.
Nell' aprile 1997 è nominato all'unanimità
dalla delegazione italiana alla AAN per la
posizione di segretario generale dell'Assemblea
Atlantico del Nord.
Al termine della 12° legislatura (1997)
si ritira dalla scena politica e riprende
l’attività professionale.
Attualmente
lavora su diversi progetti: un piano di sviluppo
sostenibile per il Lago di Massaciuccoli,
(adottato) ed ai progetti architettonici che
lo realizzano. Progetta complessi multi-uso
per i centri storici di Massa, Viareggio e
Lucca; un complesso industriale a Monsagrati,,
un albergo e un quartiere residenziale a Pieve
a Nievole; il museo della Resistenza nella
città di Genova ed il museo degli Argenti
nella città di Trapani; una residenza
privata a Los Angeles. Lavora alla ristrutturazione
dell'Alta Valdera e del Comune di Peccioli
in particolare. Si tratta esclusivamente di
interventi capaci di innescare processi di
rivitalizzazione dell’ambiente urbano in cui
si inseriscono o che racchiudono, senza stravolgerne
la trama e quindi la storia, ma recuperandola
ad una dimensione di modernità e sviluppo.
Tutti i progetti italiani, per il loro contenuto
programmatico omogeneo sono parte del 5th
Interrnational Congress on Architectural Restoration,
Heritage 2000.
Nell’anno
2000 l’Accademia Internazionale di Arte e
Cultura Federico II di Svevia gli conferisce
il XVII Premio “Apulia 1999” per l’eccellenza
nell’attività professionale. La facoltà
di Architettura dell’Università di
Firenze gli conferisce la medaglia d’onore.
Nel gennaio dell’anno 2000 è chiamato
per chiara fama a dirigere l’Istituto Italiano
di Cultura di New York, e successivamente
viene nominato dal Ministro degli Esteri Membro
del Comitato dei Garanti della Italian Academy
della Columbia University.
Dirige l’Istituto con il massimo impegno secondo
un suo programma articolato in dieci punti
che è successivamente adottato dalla
Farnesina. Termina l’incarico nel settembre
2002. Nel biennio sotto la sua direzione,
l’attività dell’Istituto produce oltre
600 articoli e diverse pubblicazioni.
Nel luglio 2001 fonda l’ICFA: Italian Cultural
Foundation of America, una fondazione culturale
non-profit statunitense con lo scopo di promuovere
la cultura italiana negli Stati Uniti con
mezzi adeguati e senza zavorre burocratiche.
Per
l’anno accademico 2004-2005 è nominato
professore di Architettura e composizione
Architettonica alla Facoltà di Ingegneria
dell’Università di Pisa.
2005: Membro honoris causa del Senato Accademico
dell’Accademia Internazionale di Arte Moderna
di Roma (AIAM). |
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ICFA:
ITALIAN CULTURAL FOUNDATION OF AMERICA
Fondata
da Paolo Riani durante il suo biennio a New
York come direttore dell’Istituto Italiano
di Cultura l’Italian Cultural Foundation of
America (ICFA) è una fondazione non-profit
statunitense costituita nello Stato di New
York nel 2001, e riconosciuta nell’2002 dall’Internal
Revenue Service, l’agenzia del Dipartimento
del Tesoro degli Stati Uniti d’America, come
una fondazione pubblica esente tasse. Lo scopo
della fondazione è costruire uno spazio
per la cultura italiana, ed in particolare
quella toscana, che ne metta in evidenza il
valore storico e le caratteristiche contemporanee.
Come fondazione non-profit, l’ ICFA è
supportato dai contributi di persone fisiche,
società, aziende, e altre fondazioni
private con base negli Stati Uniti, alle quali,
oltre a partecipare al fine culturale della
fondazione, è accordato la piena deducibilità
delle loro donazioni.
L’ICFA, Fondazione per la Cultura Italiana,
è anche un’associazione culturale ONLUS,
costituita in Italia nel 2004 con la stessa
missione della sua omologa statunitense.
L’ICFA s’ impegna nel suo statuto ad individuare
vari argomenti di valore storico ma anche
contemporaneo, che siano di interesse accademico
ma anche di cultura popolare, e a presentarli
al pubblico in modo educativo e divertente.
Eventi d’innovazione tratteranno le arti,
la storia, l’archeologia, l’architettura,
il design, la moda, la musica, la danza, la
lingua e la letteratura, la tavola, il cinema
ed il teatro. I programmi culturali ed eventi
speciali saranno selezionati per raggiungere
il pubblico vasto della popolazione di New
York e non solo quello.
La
fondazione è stata inaugurata con un’iniziativa
straordinaria nel novembre 2002: una conferenza
su Marsilio Ficino e i neo-platonici seguito
da cena con un menu basato sulle teorie dietetiche
del filosofo, il tutto ambientato nelle bellissime
sale in stile neo-rinascimentale del museo
Morgan Library, addobbato per l’occasione
con le stoffe della collezione Benozzo Gozzoli
di Lorenzo Rubelli, ceramiche dell’epoca riprodotte
a Montelupo, musiche autentiche del periodo
eseguite da Riccardo Marasco e i Musici di
Acanto, con oltre 200 ospiti, alcuni in costumi
d’epoca. La serata ha prodotto, fra l’altro,
mezza pagina di recensione sul New York Times,
e una pagina nel Talk of the Town della rivista
The New Yorker. Nel 2003 l’ICFA ha organizzato
due mostre italiane a New York, una di arte
contemporanea al Chelsea Art Museum in collaborazione
con Targetti Sankey Spa, e l’altra di una
collezione di icone russe nella ABS Gallery
a Columbus Circle. Sono in programmazione
diverse iniziative per il 2005-2006 in USA
e Italia.
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