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 Municipio di Toritto
 monumentalismo e decoro tra neoclassicismo e simbolismo

  Caterina Rinaldo

Data di pubblicazione: 03/2005

 

Costruito a partire dal 1876 su progetto dell'Architetto Liguori Danisi, il Municipio di Toritto - in provincia di Bari - fu destinato, per volere della pubblica amministrazione, a sede del Comune e a scuola elementare.



  Fig.1 Palazzo municipale di Toritto, ingresso principale.

Questa duplice funzione assolveva, da un lato al compito di fornire una sede adeguata alle esigenze di una Amministrazione che andava assumendo nuovi incarichi, dall'altro all'obbligo di rispettare quell'apparato legislativo, che iniziato dal governo francese nel 1806 era culminato, con l'Unità d'Italia, prima nella legge Casati del 1860, poi nella legge Coppino del 1877. In virtù di questa, erano state sancite pene severe per i genitori che avessero sottratto i figli all'istruzione.

Per la nuova sede, l'Amministrazione Comunale non badò a spese, preferendo la realizzazione di una costruzione ex - novo, al recupero di edificio prospiciente la pubblica piazza. La scelta del suolo cadde, nel 1875, su un terreno circondato già da un terzo dell'abitato di Toritto e, cosa che convinse ulteriormente i Consiglieri, prossimo a quella linea naturale lungo la quale si stava sviluppando il centro abitato e che tutt'oggi rappresenta la via di maggiore scorrimento.



La struttura si presenta attualmente come un impianto di carattere monumentale, isolato, a corte, in cui ciascun ambiente è illuminato in maniera naturale mediante affacci sull'esterno e sulla corte interna.



 

Fig.2 Palazzo Municipale di Toritto, fronte principale.      Fig.3 Dettaglio del portone d'ingresso.

Il fronte principale, neoclassico, è più decorato, rispetto quelli secondari, da dettagli architettonici di pregio, come l'imponente cornicione che corona il primo piano o le semicolonne visibili ai lati dell'ingresso. Numerose sono anche le epigrafi apposte su di esso e che commemorano i caduti della prima e seconda guerra mondiale.

 
Fig.4 Dettaglio d'angolo.
 
     Fig.5 Attacco a terra dell'edificio in      corrispondenza dell'ingresso principale.

La costruzione dell'edificio si suppone sia durata circa quattro anni, nel 1880 esso era pressocchè completo, tranne che per la torre dell'orologio, realizzata nel 1915. Come si apprende dalle fonti storiche il macchinario venne rinnovato nel 1953, mentre tra il 1956 e il 1957, le lesioni che già avevano comportato numerose opere di restauro del torrino, determinarono la demolizione e la successiva ricostruzione della struttura. Questa è oggi caratterizzata da quattro quadranti, uno per ciascun lato, visibili durante le ore serali, grazie ad una efficace illuminazione.

 
 
 
 
Fig.6 Torre dell'orologio, il macchinario è del 1956 circa.        Fig.7 Un quadrante visto dall'interno
     della torre.



L'edificio è costruito in muratura con tutta probabilità a sacco, ed è composto da piano terra e primo piano.

  Fig.8 Municipio di Toritto prospetto principale

Le chiusure orizzontali sono costituite da volte a crociera, volte a botte in alcuni casi lunettate e volte a botte con teste di padiglione. Sovrastano invece l'androne di ingresso e l'ampia scala a tenaglia, delle volte a botte lunettate con lacunari; uniche nel loro genere sono poi le volte affrescate situate a piano terra e al primo piano: a piano terra gli affreschi sono presenti solo nella sala dell'Associazione Reduci e Combattenti di guerra, a primo piano sono visibili nell'ufficio del Sindaco, nell'ufficio protocollo e nella Sala Consiliare, di cui si dirà in seguito.

E' probabile tuttavia, che altre opere si celino al di sotto dello strato di pittura bianca che riveste la maggior parte degli ambienti voltati.

I collegamenti verticali sono costituiti da una scala a tenaglia con rampa centrale e arrivi laterali, da una scala a chiocciola che inizia dal piano terra, raggiunge la Sala Consiliare e sbarca ai piedi del torrino dell'orologio, infine da un ascensore oleodinamico posizionato nella corte interna. Quest'ultimo ha causato lo svellimento di parte del basolato originario.

Di particolare interesse è la presenza di una cisterna per la raccolta dell'acqua piovana, situata al di sotto della pavimentazione della corte centrale. Si tratta di un grande vano, in cui è presente un pilastro centrale mediante il quale vengono sorrette quattro volte a crociera. Profondo circa 4,90 m, presenta una temperatura di 13,8 e una umidità relativa pari all'86% ed è inoltre dotato di un pozzo della profondità di 6,50 m da cui si accede mediante una botola situata nella pavimentazione della corte. Questo passaggio era un tempo collegato con il primo piano, mediante un cavedio nella muratura perimetrale della corte, da cui era possibile prelevare direttamente l'acqua.
La cisterna oggi ospita la fondazione dell'ascensore oleodinamico.

Un altro impianto ormai dismesso è quello di riscaldamento, sostituito nel 1962, da uno centralizzato a gasolio; esso era costituito da stufe a carbone allocate in nicchie ancora visibili in alcuni vani dell'edificio.


 
Fig. 9 Corte vista dall'ingresso principale        Fig.10 Corte è visibile il cavedio murato
 
 
Fig.11 Corte dettaglio ballatoio.        Fig.12 Ballatoio vista interna.

Nel 1920 l'Amministrazione Comunale decide di affidare l'incarico di decorare ed ammobiliare la Sala Consiliare del Municipio, al trentaquattrenne Mario Prayer, artista raffinato attento ai linguaggi del Novecento, al liberty e al simbolismo, che si occuperà anche dei decori pittorici di architetture di pregio del panorama pugliese.


Clicca sulla pianta per ingrandire e visionare i decori della grande volta


Prayer si trovava già sul posto per affrescare le volte dei locali, al piano terreno dell'edificio, che erano stati destinati a teatro comunale.

Si pensava che questo, potesse essere adibito anche a sala elezioni o altra riunione pubblica e allietare la gioventù locale, che avrebbe potuto cimentarsi in alcune rappresentazioni, il cui ricavato sarebbe stato poi devoluto in beneficienza. Sino ad allora le rappresentazioni teatrali, si erano tenute in locali indecorosi e le elezioni in chiese e questo non aveva certo fatto onore al paese. Con il nuovo edificio sembrava, non solo che si fossero soddisfatte numerose esigenze, ma che l'intera cittadina potesse vantare una condizione nuova.

Era giunto il momento che anche Toritto avesse un teatro, così come altri comuni della regione e venne proposto, da parte del Consigliere Pugliese, che la Pubblica Amministrazione, mettesse a disposizione tre o quattro locali, del nuovo Municipio, da adibire a questo scopo. Le parole pronunciate da costui nel corso di una riunione del Consiglio Comunale, sembrarono convincere l'assemblea, che nutriva grande considerazione per quest'uomo intenzionato a nobilitare il paese, e la richiesta venne accolta.

Attualmente uno dei locali un tempo adibiti a teatro e in seguito a cinema, ospita l'Associazione Reduci e Combattenti di Guerra. Si tratta anche dell'unico vano, a piano terra, in cui siano visibili gli affreschi di Mario Prayer.

Fig.10 Affresco della volta a crociera di uno dei locali adibiti a teatro,
Mario Prayer, 1920 - 1921.

In origine la copertura dell'edificio era a falde, nel corso degli anni è stata però progressivamente trasformata in copertura piana a seguito di frequenti infiltrazioni di acqua piovana, che sono state causa di danni alle volte del primo piano.
Il palazzo è stato adibito a numerose funzioni, alcune delle quali permangono tutt'oggi, tanto da essere diventato un punto di riferimento nella vita della cittadina: comune, scuola, teatro comunale, ufficio stato civile, ufficio elettorale, poste e telegrafi.
Attualmente è sede del Comune, dell'Ufficio di Stato Civile, del Comando dei Vigili Urbani e dell'Associazione Reduci e Combattenti di Guerra.

Il 20 gennaio 2003 è stata stabilita una convenzione con L’Archeoclub d’Italia per la gestione dell’Archivio Storico Comunale situato all’interno del Palazzo Municipale. La documentazione ivi conservata ha consentito la ricostruzione delle vicende storico - architettoniche dell’edificio.

La produzione architettonica pugliese dell’Ottocento non assume i caratteri di una ricerca originale, piuttosto si inserisce come declinazione di una elaborazione formale i cui presupposti teorici sono comuni al panorama nazionale.
Un “neoclassicismo” che domina protraendosi per tutto il secolo (…) declinato negli episodi architettonici locali come rispecchiamento della produzione napoletana, e per prassi edificatoria, come livello minimo di decoro nelle strutture funzionali e nell’edilizia minore.” Questo “neoclassicismo” non è isolabile dal “dal più generale fenomeno dell’eclettismo ottocentesco”. Così come il problema della dipendenza della produzione architettonica pugliese da quella napoletana va articolato all’interno del più vasto quadro dei mutati rapporti tra centri e periferie nella cultura architettonica ottocentesca.
Nell’Ottocento cambia il tradizionale rapporto tra centro e periferia a causa di una divulgazione dei saperi e di un’ampia circolazione delle idee a mezzo dell’editoria che determina rapidi scambi in un vasto ambito geografico e tra un pubblico allargato e variegato. (…) il dibattito sull’architettura smette di essere prerogativa esclusiva dei tecnici per diventare, con l’Unità d’Italia, oggetto del dibattito politico sullo stile nazionale e sulla forma della città borghese. (…) Il dibattito sull’architettura catalizza l’interesse di vasti strati sociali; del resto è la stessa borghesia, protagonista del rinnovamento socio-politico-economico, ad elaborare l’apparato di valori e significati in adeguamento alle mutate forme di produzione del reale. Interrogarsi, quindi, sulle forme dell’architettura nell’Ottocento e sul loro significato non può prescindere da un’indagine sui luoghi del dibattito in cui si definiscono i criteri e le modalità della progettazione architettonica. Quei luoghi sono l’istituzione scolastica, (…) che in un momento di travaglio trasformativo e gestatorio di nuove specializzazioni costituisce un terreno fertile di indagine.
(Architetture dell’eclettismo in Puglia nel XIX secolo, A. Colonna, M. Tursi)


Bibliografia:


Il Palazzo Municipale di Toritto, progetto di Restauro di
A. Batino, G. Dizonno, R. Ferrini, C. Rinaldo, P. Tattoli
;


Toritto memorie storiche e tradizioni
Don Salvatore d’Innocenzo, Edizioni L’incontro;

Archivio Storico Comunale
in collaborazione con l’Archeoclub di Toritto;

Mario Prayer – Livia Semerari;

Architetture dell’eclettismo in Puglia nel XIX secolo
A. Colonna, M. Tursi, Mario Adda Editore;

Tecnologie dell’architettura, M. Petrignani, Gorlich;

Storia dell’architettura moderna, L. Benevolo, Editori Laterza;

Popoli e civiltà 3, A. Brancati, La Nuova Italia;

Da plebe a popolo, M. Bagicalupi, P. Fossati, Firenze La Nuova Italia, 1986;

Fotografie,
Caterina Rinaldo
di Giuseppe Dizonno, Paolo Tattoli, n.8 -.9 - 10.


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