Costruito a partire dal 1876 su progetto
dell'Architetto Liguori Danisi, il Municipio
di Toritto - in provincia di Bari - fu destinato,
per volere della pubblica amministrazione,
a sede del Comune e a scuola elementare.
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Fig.1
Palazzo municipale di Toritto, ingresso
principale. |
Questa duplice funzione assolveva, da un
lato al compito di fornire una sede adeguata
alle esigenze di una Amministrazione che
andava assumendo nuovi incarichi, dall'altro
all'obbligo di rispettare quell'apparato
legislativo, che iniziato dal governo francese
nel 1806 era culminato, con l'Unità
d'Italia, prima nella legge Casati
del 1860, poi nella legge Coppino
del 1877. In virtù di questa, erano
state sancite pene severe per i genitori
che avessero sottratto i figli all'istruzione.
Per la nuova sede, l'Amministrazione Comunale
non badò a spese, preferendo la realizzazione
di una costruzione ex - novo, al recupero
di edificio prospiciente la pubblica piazza.
La scelta del suolo cadde, nel 1875, su
un terreno circondato già da un terzo
dell'abitato di Toritto e, cosa che convinse
ulteriormente i Consiglieri, prossimo a
quella linea naturale lungo la quale si
stava sviluppando il centro abitato e che
tutt'oggi rappresenta la via di maggiore
scorrimento.
La struttura si presenta attualmente come
un impianto di carattere monumentale, isolato,
a corte, in cui ciascun ambiente è
illuminato in maniera naturale mediante
affacci sull'esterno e sulla corte interna.
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| Fig.2
Palazzo Municipale di Toritto, fronte principale. |
Fig.3
Dettaglio del portone d'ingresso. |
Il fronte principale,
neoclassico, è più decorato,
rispetto
quelli secondari,
da dettagli architettonici
di pregio, come
l'imponente cornicione che corona il primo
piano o le semicolonne visibili ai lati
dell'ingresso.
Numerose sono anche
le epigrafi apposte su di esso e che commemorano
i caduti della prima e seconda guerra mondiale.
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| Fig.4
Dettaglio d'angolo. |
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Fig.5
Attacco a terra dell'edificio in corrispondenza
dell'ingresso principale. |
La costruzione dell'edificio
si suppone sia durata circa quattro anni,
nel 1880 esso era pressocchè completo,
tranne che per la torre dell'orologio, realizzata
nel 1915. Come si apprende dalle fonti storiche
il macchinario venne rinnovato nel 1953,
mentre tra il 1956 e il 1957, le lesioni
che già avevano comportato numerose
opere di restauro del
torrino,
determinarono la demolizione e la successiva
ricostruzione della struttura. Questa è
oggi caratterizzata da quattro quadranti,
uno per ciascun lato, visibili durante le
ore serali, grazie ad una efficace illuminazione.
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| Fig.6
Torre dell'orologio, il macchinario è
del 1956 circa. |
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Fig.7
Un quadrante visto dall'interno
della torre. |
L'edificio è costruito in muratura
con tutta probabilità a sacco,
ed è composto da piano terra e
primo piano.
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| Fig.8
Municipio di Toritto prospetto principale
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Le chiusure orizzontali sono costituite
da volte a crociera, volte a botte in alcuni
casi lunettate e volte a botte con teste
di padiglione. Sovrastano invece l'androne
di ingresso e l'ampia scala a tenaglia,
delle volte a botte lunettate con lacunari;
uniche nel loro genere sono poi le volte
affrescate situate a piano terra e al primo
piano: a piano terra gli affreschi sono
presenti solo nella sala dell'Associazione
Reduci e Combattenti di guerra, a primo
piano sono visibili nell'ufficio del Sindaco,
nell'ufficio protocollo e nella Sala Consiliare,
di cui si dirà in seguito.
E' probabile tuttavia, che altre opere si
celino al di sotto dello strato di pittura
bianca che riveste la maggior parte degli
ambienti voltati.
I collegamenti verticali sono costituiti
da una scala a tenaglia con rampa centrale
e arrivi laterali, da una scala a chiocciola
che inizia dal piano terra, raggiunge la
Sala Consiliare e sbarca ai piedi del torrino
dell'orologio, infine da un ascensore oleodinamico
posizionato nella corte interna. Quest'ultimo
ha causato lo svellimento di parte del basolato
originario.
Di particolare interesse è la presenza
di una cisterna per la raccolta dell'acqua
piovana, situata al di sotto della pavimentazione
della corte centrale. Si tratta di un grande
vano, in cui è presente un pilastro
centrale mediante il quale vengono sorrette
quattro volte a crociera. Profondo circa
4,90 m, presenta una temperatura di 13,8
e una umidità relativa pari all'86%
ed è inoltre dotato di un pozzo della
profondità di 6,50 m da cui si accede
mediante una botola situata nella pavimentazione
della corte. Questo passaggio era un tempo
collegato con il primo piano, mediante un
cavedio nella muratura perimetrale della
corte, da cui era possibile prelevare direttamente
l'acqua.
La cisterna oggi ospita la fondazione dell'ascensore
oleodinamico.
Un altro impianto ormai dismesso è
quello di riscaldamento, sostituito nel
1962, da uno centralizzato a gasolio; esso
era costituito da stufe a carbone allocate
in nicchie ancora visibili in alcuni vani
dell'edificio.
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| Fig.
9 Corte vista dall'ingresso principale |
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Fig.10
Corte è visibile il cavedio murato |
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| Fig.11
Corte dettaglio ballatoio. |
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Fig.12
Ballatoio vista interna. |
Nel
1920 l'Amministrazione Comunale decide di
affidare l'incarico di decorare ed ammobiliare
la Sala Consiliare del Municipio, al trentaquattrenne
Mario Prayer, artista raffinato attento
ai linguaggi del Novecento, al liberty e
al simbolismo, che si occuperà anche
dei decori pittorici di architetture di
pregio del panorama pugliese.
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Clicca sulla pianta
per ingrandire e visionare
i decori della grande volta

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Prayer si trovava già sul posto per
affrescare le volte dei locali, al piano
terreno dell'edificio, che erano stati destinati
a teatro comunale.
Si pensava che questo, potesse essere adibito
anche a sala elezioni o altra riunione pubblica
e allietare la gioventù locale, che
avrebbe potuto cimentarsi in alcune rappresentazioni,
il cui ricavato sarebbe stato poi devoluto
in beneficienza. Sino ad allora le rappresentazioni
teatrali, si erano tenute in locali indecorosi
e le elezioni in chiese e questo non aveva
certo fatto onore al paese. Con il nuovo
edificio sembrava, non solo che si fossero
soddisfatte numerose esigenze, ma che l'intera
cittadina potesse vantare una condizione
nuova.
Era giunto il momento che anche Toritto
avesse un teatro, così come altri
comuni della regione e venne proposto, da
parte del Consigliere Pugliese, che la Pubblica
Amministrazione, mettesse a disposizione
tre o quattro locali, del nuovo Municipio,
da adibire a questo scopo. Le parole pronunciate
da costui nel corso di una riunione del
Consiglio Comunale, sembrarono convincere
l'assemblea, che nutriva grande considerazione
per quest'uomo intenzionato a nobilitare
il paese, e la richiesta venne accolta.
Attualmente uno dei locali un tempo adibiti
a teatro e in seguito a cinema, ospita l'Associazione
Reduci e Combattenti di Guerra. Si tratta
anche dell'unico vano, a piano terra, in
cui siano visibili gli affreschi di Mario
Prayer.
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Fig.10
Affresco della volta a crociera di uno dei
locali adibiti a teatro,
Mario Prayer, 1920 - 1921. |
In origine la copertura dell'edificio era
a falde, nel corso degli anni è stata
però progressivamente trasformata
in copertura piana a seguito di frequenti
infiltrazioni di acqua piovana, che sono
state causa di danni alle volte del primo
piano.
Il palazzo è stato adibito a numerose
funzioni, alcune delle quali permangono
tutt'oggi, tanto da essere diventato un
punto di riferimento nella vita della cittadina:
comune, scuola, teatro comunale, ufficio
stato civile, ufficio elettorale, poste
e telegrafi.
Attualmente è sede del Comune, dell'Ufficio
di Stato Civile, del Comando dei Vigili
Urbani e dell'Associazione Reduci e Combattenti
di Guerra.
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Il 20 gennaio 2003 è stata stabilita
una convenzione con L’Archeoclub d’Italia
per la gestione dell’Archivio Storico Comunale
situato all’interno del Palazzo Municipale.
La documentazione ivi conservata ha consentito
la ricostruzione delle vicende storico -
architettoniche dell’edificio.
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La produzione architettonica pugliese dell’Ottocento
non assume i caratteri di una ricerca originale,
piuttosto si inserisce come declinazione
di una elaborazione formale i cui presupposti
teorici sono comuni al panorama nazionale.
Un “neoclassicismo” che domina protraendosi
per tutto il secolo (…) declinato negli
episodi architettonici locali come rispecchiamento
della produzione napoletana, e per prassi
edificatoria, come livello minimo di decoro
nelle strutture funzionali e nell’edilizia
minore.” Questo “neoclassicismo” non è
isolabile dal “dal più generale fenomeno
dell’eclettismo ottocentesco”. Così
come il problema della dipendenza della
produzione architettonica pugliese da quella
napoletana va articolato all’interno del
più vasto quadro dei mutati rapporti
tra centri e periferie nella cultura architettonica
ottocentesca.
Nell’Ottocento cambia il tradizionale rapporto
tra centro e periferia a causa di una divulgazione
dei saperi e di un’ampia circolazione delle
idee a mezzo dell’editoria che determina
rapidi scambi in un vasto ambito geografico
e tra un pubblico allargato e variegato.
(…) il dibattito sull’architettura smette
di essere prerogativa esclusiva dei tecnici
per diventare, con l’Unità d’Italia,
oggetto del dibattito politico sullo stile
nazionale e sulla forma della città
borghese. (…) Il dibattito sull’architettura
catalizza l’interesse di vasti strati sociali;
del resto è la stessa borghesia,
protagonista del rinnovamento socio-politico-economico,
ad elaborare l’apparato di valori e significati
in adeguamento alle mutate forme di produzione
del reale. Interrogarsi, quindi, sulle forme
dell’architettura nell’Ottocento e sul loro
significato non può prescindere da
un’indagine sui luoghi del dibattito in
cui si definiscono i criteri e le modalità
della progettazione architettonica. Quei
luoghi sono l’istituzione scolastica, (…)
che in un momento di travaglio trasformativo
e gestatorio di nuove specializzazioni costituisce
un terreno fertile di indagine.
(Architetture dell’eclettismo in Puglia
nel XIX secolo, A. Colonna, M. Tursi)
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Bibliografia:
Il Palazzo Municipale
di Toritto, progetto di Restauro di
A. Batino, G. Dizonno, R. Ferrini, C. Rinaldo,
P. Tattoli;
Toritto memorie storiche
e tradizioni
Don Salvatore d’Innocenzo, Edizioni L’incontro;
Archivio
Storico Comunale
in collaborazione con l’Archeoclub di Toritto;
Mario
Prayer – Livia Semerari;
Architetture
dell’eclettismo in Puglia nel XIX secolo
A. Colonna, M. Tursi, Mario Adda Editore;
Tecnologie
dell’architettura, M. Petrignani, Gorlich;
Storia
dell’architettura moderna, L. Benevolo,
Editori Laterza;
Popoli
e civiltà 3, A. Brancati, La Nuova
Italia;
Da
plebe a popolo, M. Bagicalupi, P. Fossati,
Firenze La Nuova Italia, 1986;
Fotografie,
Caterina Rinaldo
di Giuseppe Dizonno, Paolo Tattoli, n.8
-.9 - 10. |
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